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Renzo Pasolini

Renzo Pasolini detto Paso  (Rimini, 18 luglio 1938 - Monza, 20 maggio 1973) 

Il suo modo di correre entusiasmò le folle , il suo motto poteva riassumersi in "tutto e subito", uno di quei piloti che non facevano calcoli, o sul podio o in terra. Il pubblico degli appassionati fu diviso in quegli anni dal dualismo con Giacomo Agostini che vinse moltissimo. Pasolini invece, anche per il suo modo di correre e l'eccesso di agonismo, fu accompagnato da alcune vicende sfortunate che non gli permisero di vincere il mondiale, ma gli riservano tuttora un posto nel cuore di molti tifosi.

Figlio di Massimo, anch'egli corridore motociclista, inizia intorno al 1958 a gareggiare nel Motocross pur avendo una grande passione per la Boxe.  La sua guida, tutta istintiva, nelle curve, era un gioco di equilibri e gas, dando sempre la sensazione dell'imminente caduta.

 Dopo l'esperienza nel Motocross, con buone soddisfazioni, passa al Campionato velocità, non abbandonando comunque le altre discipline sportive che lo mantenevano in ottima forma fisica. Inizia nel 1962 con una Aermacchi 175, per 2 volte vince davanti a Giacomo Agostini, iniziando così quel duello che durerà sempre. Poi 2 anni di stop, causa servizio militare, si sposa con Anna e ha due figli: Sabrina e Renzo Stefano.

 Nel 1964 riprende a correre passando nei seniores alla guida delle Aermacchi 250 e 350, moto non al vertice della tecnica, con cui ottiene ottimi risultati e belle soddisfazioni. L'anno successivo, nel 1965 ottiene nel campionato italiano il secondo posto con la Benellii 250 dietro a Tarquinio Provini e il terzo nella classe 350 dietro ad Agostini e Giuseppe Mandorlini. Nello stesso anno partecipa ad alcune gare del mondiale e al  Tourist Tropy. Il 1966 è ancora un anno di risultati altalenanti ma buoni sia nel campionato italiano che nel mondiale. L'avvenimento più interessante avviene nell'ultima prova del campionato italiano, la Benelli decide di affidargli la nuovissima 500 quattro cilindri che Paso porta alla vittoria, prefigurando un anno successivo ricco di soddisfazioni.

Finalmente con una moto più competitiva, Pasolini può combattere con i migliori, e qui iniziano la serie di duelli epici con Agostini (MV Agusta) e  Mike Hailwood con la Honda. Nel 1968 colleziona moltissimi secondi posti, ma anche il titolo italiano nella 250 e 350. Il 1969 è l'anno in cui le sfide tra i due acerrimi rivali si fanno più intense, alimentate dai media, ma non raggiungono mai livelli pericolosi neanche a parole, mentre in pista la tensione e l'agonismo la fanno da padroni, tant'è che qualcuno propone la solita sfida ad "armi pari", ma la Federazione e le case motociclistiche bloccano tutto sul nascere. È anche l'anno in cui Paso è più vicino al titolo, causa guai al  motore e alcune cadute perde il mondiale in favore del secondo pilota della Benelli Kelvin Carruthers.

Successivamente, nel 1970, sia per la delusione dell'anno precedente, sia per i nuovi regolamenti che limitano la 250, la Benelli punta sulla nuova 350, ma l'annata non è delle migliori. Il 1971 è caratterizzato dal doloroso divorzio tra Paso e la Benelli. Pasolini passa alla Aermacchi che si è unita alla Harley Davidson e che gli mette a disposizione una nuova 250 che ovviamente risente di problemi di gioventù. Problemi che costringeranno Paso, la casa costruttrice ed i tecnici ad un anno di collaudi. La grinta di Paso e dei suoi collaboratori viene premiata nel 1972. La moto è competitiva, ma lo sono anche le altre, ci sono nuovi piloti di talento, uno per tutti  Jarno Saarinen. Arrivano vittorie e soddisfazioni, fino al 1973 ma mai il titolo mondiale.

Il tragico 20 maggio a Monza, un incidente (si parla di cause diverse, grippaggio, olio in pista, ecc.) Paso cade, viene sbalzato di nuovo in pista generando la caduta di otto piloti, in gravi condizioni Walter Villa, ma si riprenderà, mentre muoiono Renzo e Jarno Saarinen.

Sono solo postume le ultime soddisfazioni, la vittoria nel campionato di quell'anno e le vittorie nel mondiale, ben quattro, collezionate da Walter Villa, anche lui coinvolto nella tragica caduta, con la moto che sviluppò Paso.



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